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Ora che il pensionamento delle navicelle spaziali Atlantis, Endeavour e Discovery si avvicina, ci si chiede quale sarà il loro futuro. Gli scenari ipotizzati sembrano essere già molti anche se in definitiva nulla è deciso.

In un primo tempo la Nasa aveva espresso l’intensione di vendere le navicelle spaziali al termine del loro servizio, al costo di 42 milioni di dollari ognuna. In realtà sembra che non siano più in vendita come riporta la CNN. Allora ecco che nasce il tormentone della stampa statunitense che in questi giorni pone la domanda: “Avete un garage abbastanza ampio per parcheggiarci uno shuttle?”.

In realtà già una ventina di musei sono interessati ad entrarne in possesso, tra cui lo Smithsonia di Washington, che già espone l’Enola Gay, l’aereo che sganciò la bomba atomica su Hiroshima, e un’altra delle navette della Nasa, l’Enterprise. Anche lo stesso  Kennedy Space Center in Florida , gestito da una ditta privata, si è fatta avanti.

Space Shuttle Boeing 747Non sono pochi i problemi che si presentano in tale impresa. Si pensi che per arrivare a mostrare uno Shuttle al pubblico, bisognerà prima “ripulirlo” dai componenti radioattivi, riuscire a trasportarli in loco, cosa effettuabile soltanto attraverso l’apposito Boeing 747 creato per tale scopo, costo dell’operazione 6 milioni di dollari, e non per ultimo costruire una struttura atta a contenere gli Shuttle.

Secondo una stima del Kennedy Space Center una si potrebbe ricevere oltre 1,5 milioni di visitatori all’anno dalla loro esposizione. Una stima parla di possibili 106 milioni di dollari incassabili da una mostra del genere.

Lo Space Shuttle

Configurazione Space ShuttleNato negli negli anni 70 lo Space Shuttle ha rappresentato una filosofia di volo spaziale nuova a quei tempi, in quanto si prefiggeva la caratteristica di riutilizzare le navicelle per il trasporto umano nello spazio senza dover perdere il velivolo nello spazio ad ogni missione, quindi senza dover costruire “da capo” l’intero velivolo. C’è da precisare infatti che oltre all’Orbiter, ovvero la navicella vera e propria, anche i due booster laterali dopo essersi sganciati nella fase di salita vengono fatti atterrare muniti di paracadute e recuperati nell’oceano per essere anche essi riutilizzati. Ciò era in contrapposizione alla “vecchia” filosofia di perdere nello spazio l’intero velivolo se non per la cella di sopravvivenza con i passeggeri a bordo.

Con il passare del tempo però ci si accorse che tale soluzione non produceva gli effetti sperati di contenimento dei costi, rispetto alla soluzione di ricostruire per intero un nuovo velivolo  ad ogni missione, un esempio del quale è la navetta russa Soyuz, la quale attualmente è l’unico veicolo spaziale in grado di portare Astronauti umani in orbita, per raggiungere la Stazione Spaziale Internazionale.

Fase di Salita

Lo Space Shuttle in OrbitaNel momento del distacco dalla rampa, i 5 propulsori dello Space Shuttle generano una spinta totale di quasi 4.000 tonnellate.

  • Dopo 126 secondi i booster laterali si staccano e lo Shuttle prosegue la corsa con i restanti motori ad idrogeno e ossigeno liquidi. I booster staccati vengono fatti scendere con dei paracadute per poter essere riutilizzati.
  • Dopo 4 minuti dal lancio, si raggiunge il punto di non ritorno oltre il quale non è più possibile interrompere la missione.
  • Dopo 7 minuti e 40 secondi c’è la fase finale di salita, con un carico pari a 3g.
  • Dopo 8 minuti e 39 secondi lo Shuttle arriva in orbita, momento in cui il serbatoio esterno viene separato dall’ Orbiter a circa 44 Km di altezza ed i motori principali vengono spenti.
  • A 10 minuti e 40 secondi dal lancio, dopo un’orbita preliminare a 140 Km, altri due propulsori a razzo, installati in coda alla navetta, perfezionano l’orbita secondo la quota specifica della missione, che per la ISS è di circa 400 Km.

Varie Fasi della missione dello Space Shuttle

Caratteristica principale dello Space Shuttle è quella di essere il concentrato di tre velivoli in uno: decolla come un razzo, orbita come un satellite, atterra come un aeroplano.

Tra i vari impieghi lo Space Shuttle prevedeva oltre che al trasporto di grandi carichi in orbita, il trasferimento dell’equipaggio alla Stazione Spaziale Internazionale ISS, ed inoltra il rientro a terra di satelliti artificiali.

I Disastri del  Challenger e del Columbia

Esplosione dello Space Shuttle Challenger

Un occhio di riguardo va posto ai due disastri verificatisi nel corso del servizio di questo velivolo: gli incidenti del Challenger il 28 gennaio 1986 nelle prime fasi di ascesa a 73 secondi dal decollo provocando la morte di tutti e 7 gli astronauti a bordo.Space Shuttle Columbia Esplosione

E del Columbia il 1 febbraio 2003 nel rientro in atmosfera, a seguito del distacco di un frammento del rivestimento del serbatoio principale che nelle prime fasi del decollo staccandosi provoca un foro, fatale nelle successive fasi di rientro per i 7 astronauti a bordo.

Tutti gli Shuttle

Tutti gli Space Shuttle costruiti, tranne l'Enterprise, in ordine cronologico

Lo Space Shuttle dovrà lasciar posto al nuovo programma della Nasa, il Constellation, che rappresenta un piccolo “ritorno al passato” essendo una rivisitazione del precedente programma Apollo unito alle nuove tecnologie dello Shuttle. Viene meno l’idea della riusabilità almeno non come Shuttle, sarà composta da un razzo di classe Ares e dalla navetta Orion, potrà trasportare 6 persone.

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