ScienzaNatura

Le meduse sono sempre più diffuse nei nostri mari ed il contatto accidentale con esse è sempre più probabile.

Le meduse possono provocare lesioni da contatto anche importanti ed è bene sapere come comportarsi in questi casi.

Meduse: chi sono

Le meduse appartengono al Phylum dei Celenterati o Cnidari, classe degli Scifozoi. Il termine Scifozoi significa animali a forma di tazze. Le meduse posseggono particolari cellule dette cnidoblasti che contengono una struttura urticante chiamata nematocisti. Essa possiede un filamento avvolto su se stesso che viene espulso e si conficca nella pelle appena si tocca la medusa.

Perché le meduse aumentano

Vi sono varie ipotesi. Le più accreditate sono l’inquinamento, il riscaldamento delle acque, i cicli biologici.

Per la prima ipotesi sono i fertilizzanti che finiscono nelle acque vicine alle coste a creare un habitat favorevole alla riproduzione delle meduse.

Il riscaldamento delle acque porterebbe a una maggior presenza di plancton, il cibo delle meduse, in vicinanza delle coste.

Per alcuni ricercatori le meduse si riproducono nei mari aperti ma ciclicamente ogni 10-11 anni si trasferiscono a riprodursi in vicinanza dei litorali.

Medusa Pelagia

Pelagia

Anatomia delle meduse

La medusa è costituita da una campana detta ombrella e da una struttura allungata al di sotto della campana detta manubrio: questa spesso si divide in braccia e tentacoli. Le nematocisti sono soprattutto presenti sui tentacoli. Questi animali sono costituiti al 98% di acqua e nell’ombrella contengono una sostanza gelatinosa detta mesoglea che facilita il galleggiamento. Si muovono facendosi trasportare dalle correnti marine o azionando dei piccoli fasci muscolari.

Quali sono le meduse più comuni nel Mar Mediterraneo

Sono tre: la Pelagia nocticula, la Cotylorhiza tuberculata, la Rhizostoma pulmo.

Quest’ultima è la più grande, fino a 60 cm di diametro, con un ombrella bianco latte a margine violetto; la Pelagia nocticula è detta anche medusa luminosa perché di notte è fosforescente, ha dimensioni di circa 10 cm di diametro, possiede tentacoli fini ma lunghi ed è particolarmente pericolosa perché si presenta spesso in branchi di molte centinaia di elementi; la Cotylorhiza tuberculata ha una forma a disco e anche i tentacoli terminano con dei dischetti, ha un aspetto a cespuglio fiorito ma rovesciato.

Ciclo vitale degli Scifozoi

Ciclo vitale degli Scifozoi

A cosa servono i tentacoli

I tentacoli hanno funzione sia offensiva sia difensiva; essi sono rivestiti da particolari cellule dette cnidociti in grado di iniettare nella preda un liquido urticante. Il liquido può uccidere le prede più piccole che serviranno da alimento per la medusa o allontanare gli animali più grandi potenzialmente pericolosi per la medusa.

Il liquido urticante

Il liquido urticante è di solito costituito da una miscela di tre proteine: una ad effetto paralizzante, una con effetto infiammatorio e una neurotossica.

Sebbene alcune meduse di grandi dimensioni possano causare la morte dell’uomo per shock anafilattico, normalmente il contatto con i tentacoli della medusa provoca solo una reazione infiammatoria locale.


Cosa sentiamo al contatto con la medusa

Appena avvenuto il contatto tra la nostra pelle e la medusa noi percepiamo un intenso bruciore e dolore. Subito dopo la pelle diviene arrossata e compaiono piccole rilevatezze dette pomfi. La sensazione di bruciore termina in 10-20 minuti e si trasforma in sensazione di intenso prurito.

Medusa Pelagia

Pelagia

Il grado di dolore-bruciore è differente a seconda delle aree di pelle colpite e può diventare insopportabile se viene colpita più del 50% della superficie corporea.

Quale è la prima cosa da fare se si viene punti?

La prima cosa da fare è non farsi prendere dal panico, non gridare e respirare normalmente. Se si è vicino alla riva, raggiungerla ed uscire dall’acqua. Se si è al largo occorre richiamare l’attenzione del natante più vicino e farsi aiutare ad emergere. Una volta fuori dall’acqua verificare che non vi siano parti di medusa rimaste attaccate alla pelle. In questo caso devono essere tolte. Se non si dispone di mezzi di medicazione l’unica cosa utile è far scorrere acqua di mare sulla parte infiammata. In questo modo si può diluire la tossina non ancora penetrata. Evitare invece di grattarsi o di strofinare la sabbia o ricorrere a medicazioni estemporanee con ammoniaca, aceto, alcool o altri rimedi fai da te: non si fa altro che peggiorare la situazione.

Quale è la medicazione corretta

La medicazione corretta va fatta con l’applicazione di Gel Astringente al Cloruro d’Alluminio.

Il Gel Astringente ha un’immediata azione antiprurito e blocca la diffusione delle tossine. Purtroppo non è ancora comune in Italia l’abitudine di portare con se un Gel Astringente al Cloruro d’Alluminio, che è peraltro utile anche per le punture di zanzara. L’impiego di creme al cortisone o contenenti antistaminico non sono indicate perché questi farmaci entrano in azione dopo 30 minuti dall’applicazione, cioè quando il massimo della reazione si è già spenta naturalmente.

Medusa Pelagia

Pelagia

Quando ci si deve preoccupare

Se si evidenzia nel soggetto colpito una reazione cutanea diffusa e sono evidenti difficoltà respiratorie, pallore, sudorazione e disorientamento, la cosa migliore è chiamare il 118 e spiegare di cosa si tratta: si riceveranno le istruzioni sul da farsi in attesa che arrivi il Personale di Pronto Soccorso.

Quali sono gli esiti

L’area di pelle colpita dalle meduse rimane sensibile alla luce solare e tende scurirsi rapidamente. Per evitare che la pelle si macchi occorre tenere coperta l’area colpita fino a quando è finita l’infiammazione, di solito un paio di settimane.

Fonte: dermaclub.it


Articoli Simili:








Lascia un Commento

*

Email di notifica nuovi articoli:
Se desideri ricevere una notifica via email per ogni nuovo articolo, inserisci il tuo indirizzo e-mail qui
In carica...In carica...
NEWSLETTER
In carica...In carica...
Chi c'é online
2 visitatori online
Ricerca in Tecnics
Archivi